Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post

30.11.22

La suggestiva Chiesetta in Tufo di Piedigrotta di Pizzo CalabroLa sua storia tra miti e leggende.

 La Chiesetta in Tufo di Piedigrotta di Pizzo Calabro

Verso la fine del 1600, un veliero che navigava nel Golfo di Sant’Eufemia si trovò in mezzo ad una violenta tempesta. I marinai, tutti di Torre del Greco, fecero voto a Maria SS. di Piedigrotta il cui quadro si trovava nella cabina del comandante, di erigere una cappella votiva nel punto dove avrebbero toccato terra in caso di salvezza. La nave naufragò violentemente contro gli scogli e andò in pezzi. Il quadro della madonna si salvò e venne ritrovato intatto sulla spiaggia. I marinai, fedeli alla promessa, scavarono nella roccia una buca e vi depositarono il quadro, ripromettendosi di tornare e realizzare una cappella votiva.

Un misto di storia locale e leggenda fanno della Chiesa di Piedigrotta un unicum nel suo genere. Da centinaia di anni si tramanda la leggenda di un naufragio avvenuto intorno alla metà del ‘600: un veliero con equipaggio napoletano fu sorpreso da una violenta tempesta. I marinai si raccolsero nella cabina del Capitano dove era custodito il quadro della Madonna di Piedigrotta e tutti insieme iniziarono a pregare facendo voto alla Vergine che, in caso di salvezza, avrebbero eretto una cappella e l’avrebbero dedicata alla Madonna. La nave si inabissò e i marinai a nuoto raggiunsero la riva. Insieme a loro, si poggiarono sul bagnasciuga anche il quadro della Madonna di Piedigrotta e la campana di bordo datata 1632. Decisi a mantenere la promessa fatta, scavarono nella roccia una piccola cappella e vi collocarono la sacra immagine. Ci furono altre tempeste e il quadro, portato via dalla furia delle onde che penetravano fin nella grotta, fu sempre rinvenuto nel posto dove il veliero si era schiantato contro gli scogli. Non esistono documenti che possano comprovare questa storia, ma il culto per l’immagine è antico e molto sentito dalla popolazione e non sarebbe inverosimile che il quadro sia davvero il frutto di un naufragio.

Verso il 1880, un artista locale, Angelo Barone, che aveva una piccola cartoleria al centro del paese, decise di dedicare la sua vita a quel luogo; ogni giorno raggiungeva a piedi il posto e a colpi di piccone ingrandì la grotta, ne creò altre due laterali e riempi gli ambienti di statue rappresentanti la vita di Gesù e dei Santi. Angelo morì il 19 maggio 1917, subentrò il figlio Alfonso che dedicò alla Chiesa 40 anni della sua vita. Per sua mano, essa assunse il suo aspetto definitivo. Egli scolpi altri gruppi di statue, capitelli con angeli, bassorilievi con scene sacre, affreschi sulla volta della navata centrale e su quella dell’altare maggiore. Alla sua morte non ci furono continuatori.

                                                                 LA STORIA                                                                                

Verso il 1880, un artista locale, Angelo Barone, che aveva una piccola cartoleria al centro del paese, decise di dedicare la sua vita a quel luogo; ogni giorno raggiungeva a piedi il posto e a colpi di piccone ingrandì la grotta, ne creò altre due laterali e riempi gli ambienti di statue rappresentanti la vita di Gesù e dei Santi. Angelo morì il 19 maggio 1917, subentrò il figlio Alfonso che dedicò alla Chiesa 40 anni della sua vita. Per sua mano, essa assunse il suo aspetto definitivo. Egli scolpi altri gruppi di statue, capitelli con angeli, bassorilievi con scene sacre, affreschi sulla volta della navata centrale e su quella dell’altare maggiore. Alla sua morte non ci furono continuatori.

Purtroppo agli inizi degli anni ’60 la Chiesa fu

21.8.21

Massima priorità per la beatificazione di Mamma Natuzza da parte del nuovo vescovo Mons.Attilio Nostro.

 La beatificazione di Natuzza Evolo sarà quasi certamente tra le priorità del nuovo vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Attilio Nostro 


Il nuovo vescovo si insedierà ufficialmente alla guida della chiesa vibonese il 2 ottobre prossimo. Lo si evince ( come riporta l'edizione odierna della Gazzetta del Sud) anche dal caloroso indirizzo di saluto ai sacerdoti e ai fedeli, attraverso il quale il nuovo presule – calabrese di nascita e romano d’adozione – nel soffermarsi sulla «bellezza» della «tradizione ecclesiale passata e presente» della chiesa diocesana, ha indicato due figure particolarmente amate: don Francesco Mottola, il sacerdote della carità di Tropea, di cui si attende l’ormai imminente canonizzazione e Natuzza Evolo di Paravati, morta in odore di santità il primo novembre del 2009. La causa per la beatificazione di Mamma Natuzza, avviata dal vescovo emerito monsignor Luigi Renzo, ha come postulatore don Enzo Gabrieli, parroco dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, nonché apprezzato giornalista, e come componenti del tribunale diocesano, insediatosi nella Villa della gioia il sei aprile del 2019, don Francesco Vardè in qualità di giudice delegato, monsignor Saverio Di Bella quale promotore di giustizia, don Francesco Sicari nella veste di notaio e Francesco Reda nelle funzioni di notaio aggiunto. Attualmente la.................

26.7.21

L'incredibile storia della morte apparente di Mamma Natuzza. Mileto celebra oggi l’anniversario.

 Oggi i figli spirituali della Serva di Dio Natuzza Evolo, venuta a mancare il primo novembre del 2009, ricorderanno con la preghiera il giorno della sua morte apparente.


I fatti si svolsero nel mese di  luglio del 1940

Fortunata Evolo, all’epoca appena sedicenne e i cui fenomeni avevano già incominciato a suscitare l’intesse delle gente e della grande stampa, non comprendendo il significato di  “morte apparente”  disse alla famiglia Colloca, dove era ospite in via Duomo a Mileto, che la Madonna le aveva detto che il 26 luglio, giorno In cui la chiesa celebra Sant’Anna, sarebbe morta. La notizia si sparse nel giro di poco tempo in ogni angolo della Calabria e non solo, tant’è che la cittadina normanna già il giorno prima venne invasa da migliaia di persone, tra cui gli inviati dei giornali dell’epoca

Nel giorno preannunciato Natuzza cadde in un lungo sonno che durò diverse ore

In quello spazio di tempo la giovane donna venne attorniata da numerosi medici che stavano lì a controllare il suo stato di salute e ad aspettare la sua morte, tra questi i fratelli Naccari. Ma sino a quasi sera non successe praticamente nulla. Solo quando ormai stava per calare il buio la ragazza incominciò ad irrigidirsi fino a cadere in catalessi. Stette in quelle condizioni per diverse ore. Il suo risveglio avvenne a  notte fonda   quando oramai sembrava che tutto stesse per precipitare.

“In  Paradiso al cospetto di Gesù”

Racconterà poi al suo risveglio, Fortunata Evolo  che si era improvvisamente trovata “in  Paradiso al cospetto di Gesù” che le chiese di “portare a lui le anime, di amare e compatire, di amare e soffrire”. Aggiunse anche   che  “c’era una luce meravigliosa che faceva mille colori, bellissima” e che “ Gesù predicava e tutti gli altri rispondevano meno di me, che non sapevo  cosa rispondere, ma pregavano tutti”. Raccontò altresì che “c’era tanta gente, quattro, cinque file di centinaia di persone, piccoli e grandi sollevati da terra e a cerchio” e che erano presenti “tante anime di defunti con il viso per terra e in ginocchio che pregavano e altri in una grande luce”.

Il “Giorno della Promessa”

Mamma Natuzza  ha sempre ricordato il 26 luglio del 1940 come il “Giorno della Promessa”, ovvero “il più bello della mia vita” . Alcuni anni prima di ..................................